CONFERENZA “LE CASE DEI PAGANI NELLA VALLE DI BLENIO”
Sabato 26 novembre al cosa il Molino
Presentazione-Conferenza con Michela Zucca e Peter Schrembs
Una serata tra gli scritti di un anarchico di inizio Novecento e gli attrezzi moderni dell’antropolgia alpina. La resistenza all’evangelizzazione nel Ticino basso-medievale, tra mistero e leggenda. Il CS()A Molino dedica una serata di discussione alle affascinanti costruzioni di pietra incassate nella roccia delle montagne bleniesi.
La serata è organizzata in vista dell’escursione di domenica 27 novembre in Valle di Blenio. La partecipazione alla serata e all’escursione é libera, aperta a tutte e a tutti.
Appuntamento alle 13.00 alla Casa del Popolo di
Bellinzona e partenza per la val di Blenio per vedere le Case dei pagani
“In Val di Blenio c’erano strani individui con credenze, usi e costumi diversi da quelli della gente che stava nei villaggi; conoscevano i segreti delle erbe, delle piante, degli animali, dei sassi, leggevano nelle stelle, adoravano il sole e la luna e forse vedevano al di là delle cose visibili. Vivevano per proprio conto senza mischiarsi con gli altri – così si diceva – ma anche volendolo non avrebbero potuto farlo.
Dovevano sentirsi poco sicuri, se per abitazione sceglievano grotte naturali sopra dirupi vertiginosi e ne rendevano difficile l’accesso sbarrando l’ingresso con muri frontali. Queste Case dei pagani si vedono ancora oggi, sopra l’orrido del torrente Orino a Malvaglia e sulla parete pressoché perpendicolare del monte Satro, a Dongio.“ Mosé Bertoni
Il testo di Carlo Oliva apparso su “A – rivista anarchica” nel mese di novembre 2005.
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/
Non è certo il caso di scandalizzarsi se gli uomini di chiesa s’intromettono nelle cose civili. È il loro mestiere e lo hanno sempre fatto, da che mondo è mondo, in forme assai più moleste di quelle cui ci è toccato di assistere negli ultimi tempi. In quanto portatori di un quadro valori tanto rigido da poter essere spacciato, nonostante certe palesi assurdità, per “naturale” (come a dire l’unico possibile), non si sono mai rassegnati a lasciarne l’applicazione alla libera scelta dei membri della comunità.
Sono convinti, sulla base di oscure speculazioni teologiche, che l’umanità, massa damnationis per definizione, abbia una deplorevole tendenza a sviarsi dal retto cammino (intendendo per tale quello che indicano loro) e considerano proprio dovere, anzi, proprio “compito pastorale”, riportarcela e tenercela. Lo fanno, a loro dire, per il bene stesso degli interessati e si capisce che in questa prospettiva il ricorso a un qualche metodo coercitivo è, non che lecito, doveroso.
La libertà di scelta, tanto in campo teoretico quanto sul terreno pratico, è strumento troppo pericoloso per lasciarlo a disposizione di tutti: capace sarebbe, la gente, di adottare comportamenti e costumi, sul piano morale e politico, tali da ostacolare l’esplicarsi nel mondo del piano provvidenziale. E non dite che certe questioni, come quelle sessuali e familiari, sono affatto private e che non si capisce proprio – per esempio – perché il clero dovrebbe dolersi se qualcuno che religioso non è decide di convivere senza sposarsi o di praticare l’omosessualità.
A parte il fatto che già il fatto stesso che qualcuno si dichiari non religioso – dal loro punto di vista – grida vendetta , non c’è materia, per quanto personale e privata, non c’è opzione possibile in cui la chiesa, forte della sua secolare saggezza e dell’assistenza diretta dell’Onnipotente, non pretenda di dire la sua. Impedirglielo sarebbe (è) abuso gravissimo.
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Speciale su Fabrizio De André: “…in direzione ostinata e contraria…”
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E’ uscita la nuova trasmissione di Digna Radio, un notiziario radiofonico sui movimenti sociali che scuotono il Messico, in basso e a sinistra, realizzato dal Nodo Solidale, dal gruppo Nomads di Xm24 e ill Collettivo Zapatista di Lugano.
In questa quarta edizione si trovano analizzati i seguenti fatti:
1) I rifugiati zapatisti di San Marcos Aviles tornano alle loro case
2) La stampa ufficiale cerca di screditare l’ezln con una falsa accusa di sequestro
3) Assassinano lider indigeno a Oaxaca
5) La dichiarazione del foro di vicam a difesa dell’acqua, della terra, della vita
6) Guerra contro i popoli indigeni, i casi di Mitziton, di Radio Ñomdaa e di Bachajon
7) Femminicidi e guerra a Ciudad Juarez
8 ) Il comunicato dell’Ezln sulla morte di Samuel Ruiz
9) Prigionieri politici: il caso alvaro
10) Prigionieri politici: la situazione in chiapas
Ascolta qui:
95 tesi del precariato
(liberamente adattate per la realtà elvetica, da chainworkers.org)