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Variabile Fahrenheit – Eugenetica in Europa e in Svizzera

Eugenetica in Europa tra le due guerre e oltre – Caccia agli Zingari in Svizzera

Nel maggio del 1999, il Parlamento svedese ha deciso di indennizzare le vittime della politica di sterilizzazione forzata condotta in questo paese dal 1934 al1975. A partire dal periodo compreso fra le due guerre, in tutta Europa, sotto la pressione di una “nuova scienza”, l’eugenetica, e nel quadro di un’inquietante febbre nazionalista, si attuano politiche di eliminazione o di controllo dei “devianti sociali” e degli stranieri. La Germania nazista le porterà al parossismo, ma esse furono attuate, sotto altre forme, anche dal governo elevetico nei riguardi degli zingari.

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Variabile Fahrenheit – Asimmetrie laiche (…e non)

Il testo di Carlo Oliva apparso su “A – rivista anarchica” nel mese di novembre 2005.
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/

Non è certo il caso di scandalizzarsi se gli uomini di chiesa s’intromettono nelle cose civili. È il loro mestiere e lo hanno sempre fatto, da che mondo è mondo, in forme assai più moleste di quelle cui ci è toccato di assistere negli ultimi tempi. In quanto portatori di un quadro valori tanto rigido da poter essere spacciato, nonostante certe palesi assurdità, per “naturale” (come a dire l’unico possibile), non si sono mai rassegnati a lasciarne l’applicazione alla libera scelta dei membri della comunità.
Sono convinti, sulla base di oscure speculazioni teologiche, che l’umanità, massa damnationis per definizione, abbia una deplorevole tendenza a sviarsi dal retto cammino (intendendo per tale quello che indicano loro) e considerano proprio dovere, anzi, proprio “compito pastorale”, riportarcela e tenercela. Lo fanno, a loro dire, per il bene stesso degli interessati e si capisce che in questa prospettiva il ricorso a un qualche metodo coercitivo è, non che lecito, doveroso.
La libertà di scelta, tanto in campo teoretico quanto sul terreno pratico, è strumento troppo pericoloso per lasciarlo a disposizione di tutti: capace sarebbe, la gente, di adottare comportamenti e costumi, sul piano morale e politico, tali da ostacolare l’esplicarsi nel mondo del piano provvidenziale. E non dite che certe questioni, come quelle sessuali e familiari, sono affatto private e che non si capisce proprio – per esempio – perché il clero dovrebbe dolersi se qualcuno che religioso non è decide di convivere senza sposarsi o di praticare l’omosessualità.
A parte il fatto che già il fatto stesso che qualcuno si dichiari non religioso – dal loro punto di vista – grida vendetta , non c’è materia, per quanto personale e privata, non c’è opzione possibile in cui la chiesa, forte della sua secolare saggezza e dell’assistenza diretta dell’Onnipotente, non pretenda di dire la sua. Impedirglielo sarebbe (è) abuso gravissimo.

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Variabile Fahrenheit – Speciale De Andrè

Speciale su Fabrizio De André: “…in direzione ostinata e contraria…”

Parte 1:

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Parte 2:

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Digna Radio 4.0 – ottobre 2010/febbraio 2011

E’ uscita la nuova trasmissione di Digna Radio, un notiziario radiofonico sui movimenti sociali che scuotono il Messico, in basso e a sinistra, realizzato dal Nodo Solidale, dal gruppo Nomads di Xm24 e ill Collettivo Zapatista di Lugano.

In questa quarta edizione si trovano analizzati i seguenti fatti:

1) I rifugiati zapatisti di San Marcos Aviles tornano alle loro case
2) La stampa ufficiale cerca di screditare l’ezln con una falsa accusa di sequestro
3) Assassinano lider indigeno a Oaxaca
5) La dichiarazione del foro di vicam a difesa dell’acqua, della terra, della vita
6) Guerra contro i popoli indigeni, i casi di Mitziton, di Radio Ñomdaa e di Bachajon
7) Femminicidi e guerra a Ciudad Juarez
8 ) Il comunicato dell’Ezln sulla morte di Samuel Ruiz
9) Prigionieri politici: il caso alvaro
10) Prigionieri politici: la situazione in chiapas

Ascolta qui:

Frammenti d’Africa, musiche, canti e filastrocche dallo “Showground” di Ukunda, Kenya

Salve a tutt*

Ho deciso di lanciare per voi comuni mortali il disco “Frammenti d’Africa, musiche, canti e filastrocche dallo Showgroun di Ukunda, Kenya”. Dal titolo si può già intuire di che cosa si tratta; Luglio 2009, partenza per il Kenya, un campo sportivo fatiscente abitato da un villaggio di capanne di sterco e palme e bambini in mutande.

Registrato con l’ausilio di un registratore mp3 e una chitarra classica, se si tendono bene le orecchie si possono scovare dei belati di capra o il frastuono di un temporale. La qualità è quella che è ma da sicuramente l’idea del contesto in cui mi sono ritrovato a registrare.

Il luogo si trova ad Ukunda, ad una cinquantina di km a sud di Mombasa. Uno dei posti più squallidi che ho visto nella  vita. Però la voglia di tornare a casa con qualcosa di concreto in mano è stata parecchia ed è così che chitarra alla mano ed un registratore portatile, ho girovagato per il villaggio, tirando fuori 33 tracce di canzoni più o meno del posto, cantate dalle donne e dagli uomini dello Showground (campo sportivo), alternate dai canti e dalle filastrocche dei bimbi.

Il cd ve lo potete scaricare qui.

Copertina album

Molte tracce non sono altro che le voci delle decine di bambini
panciuti che ho conosciuto nel villaggio, filastrocche, canzoni,
poesie, tutti frammenti figli della tradizione orale keniota.

Le altre sono canzoni inventate o riprese sempre dalla tradizione
orale, eseguite dai ragazzi del villaggio, figli disadattati della
miseria e dell’incertezza.

Forse un giorno mi andrà  di scrivere due righe sull’esperienza vissuta in Africa, di Lorenza, anima della fondazione Child to Child for Africa, che mi ha dato la possibilità di fare questa magica esperienza. Lorenza è tragicamente scomparsa quest’estate, mentre era a bordo della sua moto negli States, un guardrail bastardo ce l’ha portatata via, senza pietà. Questo cd (che fortunatamente ha fatto in tempo ad ascoltarlo) è dedicato a lei e alla sua opera.

Buon ascolto a tutt*!

bardanera

Lavoro? No grazie! Ovvero: la vita è altrove

Il 21 gennaio 2011 alle 21:00 al cs()a il molino viale Cassarate 8, Lugano

Lavoro? No grazie! Ovvero: la vita è altrove
di Alberto Tognola (Edizioni La Baronata)

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Alberto Tognola presenta il suo saggio che affronta in maniera completa la problematica del lavoro. I temi trattati nel testo vengono sviscerati nei loro vari aspetti economici, sociali, filosofici, psicologici, letterari. Un vero e proprio trattato, affrontato con brio, che mette in risalto le varie forme di contestazione. Un testo che si auspica possa indurre ad un “cambio di mentalità” nei confronti di questo Moloch che ci impedisce di godere della vita.

ChiodoFisso: Musica indipendente e copyleft

Sabato 11 dicembre, al CSOA il Molino di Lugano, si è tenuta un’interessantissima iniziativa a favore della musica indipendente, dal basso e autogestita. Ospiti di quest’evento sono stati i Rein, gruppo patchanka-folk romano che oltre ad esibirsi sul palco del Molino facendo ballare e sognare i presenti, hanno partecipato insieme ai membri della neonata Kiodofisso Rekordz (nuova etichetta indipendente della sala prove “Kiodofisso” all’interno del CSOA), e agli amici di Radiogwendalyn ad un’interessante discussione/dibattito a proposito di musica indipendente, copyleft, ecc…


Ascolta la registrazione, oppure scaricala qui.

Un’importante iniziativa che fa da apripista ad un progetto che pian piano si sta sviluppando all’interno del centro sociale, attraverso la sala prove e l’etichetta si cercherà di creare nuovi circuiti ed esperienze completamente autogestite in seno alla musica ed alla sperimentazione artistica, partendo dalla condivisione e dalla diffusione dei saperi, concetti oggi più che mai impellenti e necessari.

La Digna Radio 3.0 Luglio/Ottobre 2010

La DignaRadio 3.0

E’ uscita la nuova trasmissione di Digna Radio, un notiziario radiofonico sui movimenti sociali che scuotono il Messico, in basso e a sinistra, realizzato dal Nodo Solidale, dall’Osservatorio America Latina Xm24 e il Collettivo Zapatista di Lugano.

In questa terza edizione si trovano analizzati i seguenti fatti:

– Blocchi stradali dell’Altra Campagna in Chiapas
– Aggressioni alle comunita’ zapatiste
– Foro di solidarieta’ con le Comunita’ Zapatiste
– L’assedio e l’attacco paramilitare contro il municipio autonomo di San Juan Copala
– La guerra contro le terre recuperate di Santa Maria Ostula
– Prigionieri politici: libera America del Valle e Victor Herrera Govea, nonostante la sentenza negativa.

lingua: italiano durata: 42’45”

Renato Curcio: Respinti sulla strada

Venerdì 29 ottobre al CS()A Il Molino la Cooperativa Sensibili alle foglie ha presentato:

RESPINTI SULLA STRADA
La migrazione ipermoderna di minorenni e ragazzi stranieri, a cura di Renato Curcio

Decisi a farsi valere in un Paese che li respinge, minorenni e ragazzi
stranieri che vivono sulla strada a Milano e in altre metropoli europee
raccontano le strategie iper rmoderne che consentono loro di sopravvivere
e riflettono sul loro impatto con le istituzioni italiane ponendoci una
domanda dirompente: di chi è la Terra?


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Sensibili alle foglie è una cooperativa di produzione e lavoro, ma è
anzitutto un modo di guardare, un modo di cercare, un modo di porre domande sui vissuti… e sui dispositivi all’opera nelle istituzioni…
sull’immaginario, sulle risposte adattative e sulle risorse creative delle
persone che le attraversano… Perché se l’uomo vuole essere soggetto, attore cosciente della sua storia deve analizzare le istituzioni dalle quali dipende, quelle che lo attraversano, e trovare nell’azione di gruppo una via di uscita all’atomizzazione burocratica della quale è vittima.

Curare i testi di Sciascia: incontro con Claude Ambroise

Giovedì 14 ottobre 2010, ore 20.30, Torchio delle noci di Sonvico
Curare i testi di Sciascia: incontro con il prof. Claude Ambroise

Quando parlava dello scrittore, di qualsiasi scrittore, Leonardo Sciascia lo avvicinava all’attore, nel senso che, ad esempio, il grande attore del cinema muto Mosjoukine non era Mattia Pascal, non era Don Giovanni o altri personaggi da lui incarnati sullo schermo, questi erano delle maschere, mentre l’attore era sempre un volto sulla maschera, su delle maschere. Voleva dire: non essere nessuno per poter essere centomila. Sciascia non è stato il capitano Bellodi del Giorno della civetta, l’ispettore Rogas del Contesto, il Vice de Il cavaliere e la morte, … oppure Fra Diego di Morte dell’inquisitore o il Majorana della Scomparsa. Questi sono dei personaggi che ha inventato, e lui per noi e, in un certo senso, anche per se stesso, non è nessuno dei suoi personaggi, ma quello che ci ha dato da leggere le loro storie immaginarie e/o reali.


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